Manifesto
Storie che non competono per l'attenzione
Le Filastorie raccontano storie che lasciano il bambino più calmo di come lo hanno trovato. È la promessa che ogni episodio deve mantenere, prima di qualunque altra.
Molte storie che i bambini ascoltano oggi sono veloci, rumorose, piene di colpi di scena. Molte altre vengono da epoche lontane e portano con sé lupi che divorano, punizioni e paure che restano. Noi cerchiamo un'altra strada: storie lente e belle da ascoltare, dove l'immaginazione cresce senza essere sovraeccitata.
Ai bambini promettiamo un luogo sicuro, con un ritmo che riconoscono. Ai genitori promettiamo storie che si possono far ascoltare senza controllarle prima: ognuna segue questo manifesto e non usa i trucchi dell'intrattenimento per trattenere l'attenzione.
Da dove veniamo
Steiner per come si racconta, Montessori per il rispetto del reale
Dove le due pedagogie si separano, cioè sulla fantasia, la differenza la tengono le collane: non la mescoliamo dentro la stessa storia.
Steiner
Ritmo e ripetizione
Ogni storia ha una piccola filastrocca che torna, azioni in tre tempi, la stessa apertura e la stessa chiusura.
Steiner
Immagini, non spiegazioni
La storia mostra e non commenta. Nessuna morale detta alla fine.
Steiner e Montessori
Natura e stagioni
Le storie seguono il calendario dell'anno: castagne in autunno, neve in inverno, semi in primavera.
Steiner
Il mondo resta buono
Le difficoltà ci sono, piccole, e si risolvono nello stesso episodio. Il bambino sente che il mondo è un posto sicuro.
Montessori
Prima il reale
Nelle storie del vero animali, piante e gesti sono come in natura.
Montessori
Parole precise
Pettirosso, non uccellino. Mestolo, non cosa per mescolare.
Montessori
Il bambino capace
I piccoli protagonisti fanno da sé: provano, sbagliano, riprovano, ci riescono.
Entrambe
Calmi nella voce, vivi nel contenuto
Voce lenta e pause vere, ma ogni frase porta qualcosa di nuovo da immaginare.
Due momenti
Storie del giorno e storie della nanna
Di giorno
Per scoprire, osservare, immaginare. Il ritmo è calmo ma vivo, c'è una piccola scoperta e il finale è chiuso e sereno.
Per la nanna
Per rallentare e accompagnare al sonno. Pochi dettagli, nessuna tensione nella seconda metà e un finale in dissolvenza: il personaggio si addormenta, la luce cala.
Ogni storia è pensata per farsi capire da un bambino di 3 anni senza annoiarne uno di 6: un solo filo, al massimo tre personaggi, nessun salto nel tempo.
Il narratore
Una lanterna, un filo, una voce sola
Tutte le storie sono raccontate dalla stessa voce. Il narratore apre ogni episodio accendendo una lanterna e tirando il primo filo, e lo chiude spegnendola e avvolgendo il filo. È un gesto che i bambini imparano a riconoscere.
Parla piano, con pause vere. Il tono si colora un poco con le emozioni della storia, ma non imita i personaggi e non fa domande al bambino: l'ascolto resta libero.
Una nota di trasparenza. I testi sono scritti da noi; la voce è una voce reale riprodotta digitalmente. Lo scriviamo anche nella descrizione di ogni episodio.
Le nostre regole
Cosa non troverai mai nelle nostre storie
- Morte, violenza, ferite, abbandono.
- Mostri, streghe cattive, lupi che divorano e figure create per spaventare.
- Punizioni come insegnamento.
- Morali esplicite e prediche.
- Finali aperti e «continua nella prossima puntata».
- Domande o richieste al bambino: niente like, niente iscrizioni.
- Ritmo frenetico, effetti improvvisi, musica incalzante.
- Prodotti, marchi, schermi dentro le storie.
Prima di essere registrata, ogni storia passa una lista di controllo. Basta un «no» e si riscrive.